Quanto ti costa un'ora del tuo tempo?Calcola la tua tariffa oraria in 2 minuti

La tariffa oraria è il prezzo che metti in fattura per un'ora di lavoro, IVA esclusa. Deve coprire la retribuzione, tutti i costi della tua impresa e il tuo utile, e solo con le ore che fatturi davvero.

Calcola la tariffa oraria giusta per coprire i costi della tua attività e proteggere il tuo guadagno. Gratis, in 2 minuti. Qui sotto trovi un esempio. Sovrascrivilo con i tuoi numeri.

I tuoi numeri

Per chi vuoi calcolare la tariffa?

Con un dipendente parti dalla paga oraria e ci aggiungi quello che l'ora costa oltre a quella. Con te stesso parti dal netto che a fine mese ti deve restare: il conto di chi lavora da solo.

€/h

Inserisci la paga lorda oraria, non il costo totale per l'impresa. Conta anche la tredicesima: prendi il lordo annuo diviso le ore retribuite in un anno.

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Sono le ore produttive, di quelle retribuite. Escludi ferie, festività, malattia, spostamenti non fatturati e amministrazione.

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€/mese

Per esempio: furgone, assicurazione, ufficio, utenze, software e attrezzature. Evita di contare due volte costi già inclusi altrove.

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Le ore produttive di tutti, comprese quelle di questo dipendente. Su queste ripartiamo le spese generali.

Aiutami a stimare i costi

Inserisci quanto spendi al mese per ogni voce, compresi affitto, energia, leasing e carburante. Le sommiamo noi e mettiamo il totale qui sopra.

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È una percentuale aggiunta al costo, non il margine sul prezzo finale.

La tua tariffa oraria43,62 €Netto, IVA esclusa.

5 errori che possono ridurre il guadagno della tua impresa

  1. Considerare fatturabili tutte le ore lavorate

    L'errore più caro, e lo fanno quasi tutti. Un operaio qualificato a tempo pieno viene pagato per circa 173 ore al mese. Ne vengono fatturate da 100 a 125, cioè da 1.200 a 1.500 all'anno. Ferie, festività, malattia, trasferimenti e ore di officina se ne vanno. Chi ripartisce la retribuzione sulle ore pagate invece che su quelle fatturate calcola la propria tariffa oraria circa il 30 percento troppo bassa.

  2. Dimenticare i costi fissi dell'attività

    Furgoni, officina, ufficio, software, assicurazioni, commercialista: spesso qualche migliaio di euro al mese che nella tariffa oraria non compare da nessuna parte. L'esempio qui sopra è di 1.440 € al mese. Prendi il totale dalla tua contabilità: lo ripartiamo noi sulle ore produttive. Andare a occhio qui ti costa soldi ogni mese.

  3. Attrezzatura e macchine non compaiono

    Dai 3.000 agli 8.000 € all'anno per attrezzatura, macchine e ricambi sono normali in una piccola impresa, e a seconda del mestiere anche di più. Se non stanno nelle spese generali, li paghi con l'utile.

  4. Lavorare senza prevedere un guadagno

    Intanto prendo il lavoro significa lavorare a prezzo di costo. Così non si regge nessun intervento in garanzia, nessun fermo e nessun investimento. Un ricarico dal 10 al 20 percento sui costi è quello con cui un'impresa può andare avanti.

  5. Non aggiornare le tariffe quando aumentano i costi

    Retribuzioni ed energia salgono, la tua tariffa no. Con un aumento dei costi del 4 percento all'anno, una tariffa oraria vecchia di due anni sta circa l'8 percento sotto i costi nuovi. Rifai il conto una volta all'anno.

Domande frequenti

Cosa entra nella tariffa oraria?
Per un dipendente sono quattro blocchi: la retribuzione dell'ora che arriva al cliente, i contributi a carico dell'impresa, le spese generali e il ricarico per rischio e utile. Se ne lasci fuori uno, quel pezzo lo lavori gratis. Il primo blocco non è la sua paga oraria: la paghi per ogni ora retribuita e ne fatturi solo una parte, ed è proprio questo riparto che calcoliamo qui sopra per te. Il materiale non va nella tariffa oraria, quello lo metti come voce a sé. Per il tuo lavoro i blocchi sono tre: i contributi a carico dell'impresa spariscono e le tue imposte e i tuoi contributi li inserisci tu.
Come si calcola la tariffa oraria?
In quattro passaggi. Paga oraria lorda per ore retribuite dà la retribuzione del mese, e divisa per le ore produttive dà la retribuzione per ora produttiva. Sopra vanno i contributi a carico dell'impresa in percentuale, poi le spese generali del mese divise per le ore produttive dell'impresa: questo è il tuo costo minimo per ora. Per ultimo metti il ricarico su quel costo. Il risultato è la tua tariffa oraria, IVA esclusa. Qui sopra facciamo ogni passaggio con un esempio, e ogni numero lo puoi sovrascrivere.
Quanto costa un'ora di manodopera?
Una media che valga per tutti non c'è, e la tariffa di un'altra impresa non copre i tuoi costi. Per l'edilizia il Ministero del Lavoro pubblica le tabelle del costo medio orario del lavoro per provincia, l'ultima con il decreto direttoriale n. 40 del 13 maggio 2026. Sono il costo orario di un operaio per l'impresa, non ancora la tariffa: mancano spese generali e utile. Calcola prima la tua tariffa. Il confronto con gli altri usalo dopo, come controllo: se sei molto sotto, di solito manca un blocco di costi o conti troppe ore produttive.
La manodopera ha l'IVA al 10 o al 22 percento?
Dipende dal lavoro, ma la tariffa oraria la calcoli sempre IVA esclusa. L'aliquota ordinaria è il 22 percento, ed è quella che trovi qui sopra sotto il risultato. Per la manutenzione ordinaria e straordinaria su abitazioni l'IVA è al 10 percento (legge 488/1999, articolo 7), come spiega l'Agenzia delle Entrate. Al privato indichi il prezzo con l'IVA. Se lavori in subappalto per un'altra impresa edile, si applica l'inversione contabile e fatturi senza IVA.
Cosa sono le ore produttive, e quante sono?
Le ore produttive sono quelle che finiscono in fattura. Ne paghi di più: con una settimana da 40 ore sono circa 173 al mese. Da queste vanno tolte le ferie, per legge almeno quattro settimane all'anno (decreto legislativo 66/2003, articolo 10), le festività, la malattia, e poi trasferimenti, preparazione e ore di officina. Conta le ore fatturate dai fogli ore dell'anno scorso, dividile per 12 e inseriscile qui sopra.
Cosa entra nei contributi a carico dell'impresa?
Inserisci una percentuale sulla retribuzione lorda, tutto insieme. La sola quota previdenziale a carico dell'impresa è il 23,81 percento, e con NASpI, malattia, maternità e INAIL si arriva intorno al 33 percento. Ferie e malattia non vanno qui. Ci sono già dentro, perché ripartisci la retribuzione di tutte le ore pagate sulle ore che fatturi, e una seconda volta conterebbero doppio. La responsabilità civile e l'assicurazione del furgone vanno nelle spese generali. Per un autonomo senza contributi a carico dell'impresa il blocco sparisce del tutto. Un amministratore con busta paga è un dipendente: scegli qui sopra Un dipendente.
Quanto mettere di spese generali e utile d'impresa?
Nei lavori pubblici la regola c'è: spese generali tra il 13 e il 17 percento e utile del 10 percento (decreto legislativo 36/2023, allegato I.7, articolo 31). Con un cliente privato nessuna legge ti impone un numero, ma è un riferimento che un committente riconosce. Qui le spese generali le inserisci come importo al mese, dalla tua contabilità, e il ricarico in percentuale sui costi. Un ricarico dal 10 al 20 percento sui costi è quello con cui un'impresa può andare avanti. A zero lavori a prezzo di costo.
Che differenza c'è tra paga oraria e tariffa oraria?
La paga oraria è quello che il tuo dipendente riceve per un'ora retribuita, al lordo. La tariffa oraria è quello che il tuo cliente paga per un'ora produttiva, IVA esclusa. In mezzo ci sono i contributi a carico dell'impresa, le ore pagate che non finiscono in nessuna fattura, le spese generali e il ricarico. Chi prende la paga e ci aggiunge qualcosa ci rimette su ogni ora senza accorgersene.
Voglio 3.000 € netti al mese. Quanto devo chiedere all'ora?
Scegli qui sopra Me stesso. Inserisci quanto ti deve restare ogni mese, le tue imposte e i tuoi contributi e le ore che al mese fatturi davvero. Da lì calcoliamo il lordo mensile che ti serve, lo dividiamo per le tue ore e ci aggiungiamo spese generali e ricarico. Imposte e contributi li dichiari tu: IRPEF e la gestione artigiani INPS cambiano da persona a persona, noi non calcoliamo nessuna aliquota al posto tuo.
Cosa rispondo se il cliente dice che sono troppo caro?
Mostragli cosa c'è dentro l'ora, invece di scendere. Un cliente confronta la tua tariffa con la paga che conosce, e non vede contributi, furgone, attrezzatura e assicurazione. Cambia piuttosto il lavoro che il prezzo: meno interventi, un altro materiale, un'altra data. Se scendi comunque, fallo sul ricarico e di proposito, mai sui costi. Una commessa sotto i tuoi costi è una commessa in cui ci rimetti.

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