- Ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, è determinante la data di prestazione del servizio
- Fino al 31 dicembre 2020 l’aliquota è quindi del 16%, mentre a partire dal 1° gennaio 2021 tornerà al 19% (per l’aliquota normale)
- Le fatture di acconto vengono «rettificate» con la fattura finale
- Nella fattura finale, l’imposta già addebitata viene compensata con l’imposta totale dovuta
- Le fatture parziali, invece, costituiscono fatture autonome e non vengono rettificate
- Le fatture parziali richiedono l’accettazione di una prestazione parziale chiaramente definita
L'IVA torna al 19%: come tenerne conto correttamente nei rendiconti


Contenuto
In estate abbiamo già trattato in modo approfondito la riduzione dell’imposta sul fatturato, ovvero dell’IVA. Il post sul blog contiene tutti gli aspetti essenziali relativi alla modifica delle aliquote fiscali, ad esempio:
- Ripercussioni sulla contabilità
- Impatto sulle offerte
- Potenziali rischi
- Quando si applica quale aliquota fiscale?
- Modelli per gli acconti e le fatture finali
Potremmo ora tornare a discutere ciascuno di questi punti, poiché sono tutti importanti. Pertanto, per le domande di base sull’argomento, vi invitiamo a leggere attentamente l’articolo (qui).
Per quanto riguarda in particolare la ripresa, vorremmo approfondire insieme a Lei l’argomento che probabilmente riveste per Lei la maggiore rilevanza operativa:
Acconto e fattura finale
Aliquote fiscali diverse nelle fatture
A titolo illustrativo, prendiamo in esame il seguente esempio. Lei ha presentato un’offerta per un incarico del valore complessivo di 10.000 € netti. Finora ha già emesso un totale di 2 fatture di acconto al Suo cliente (dopo giugno 2020, quindi con IVA al 16% in ciascun caso).
È quindi giunto il momento di emettere la fattura finale. Ecco una procedura esemplificativa per la fattura finale:
Fase 1: Verificare la data di prestazione

Il momento in cui la prestazione/consegna è stata completata è determinante per l’aliquota fiscale da applicare.
La data di prestazione fa parte delle informazioni obbligatorie previste dalla legge che devono figurare su una fattura.
Se l’avete già indicato nei vostri preventivi o nelle conferme d’ordine, la fatturazione risulterà più semplice, poiché dovrete solo ricontrollare: l’incarico è stato completato come precedentemente stabilito?
Determinare la data di prestazione non è, in linea di principio, un’impresa impossibile. Soprattutto nel settore dell’artigianato e dell’edilizia, essa è chiaramente definita tramite un collaudo. Sulla rivista «Handwerksblatt» troverete un interessante articolo sulle ulteriori sfumature relative alla data di prestazione.
Esempio
Se il collaudo ha luogo a gennaio 2021, sulla fattura finale e per l’intero ordine è dovuta l’IVA al 19%.
La data di prestazione ricade ancora nel mese di dicembre 2020? In tal caso, sull’incarico è dovuta l’IVA al 16%.
Fase 2: Calcolo degli importi dell’IVA

Rimaniamo fedeli al nostro esempio e passiamo ora alla fattura finale. Nella fase 1 abbiamo verificato, ovvero determinato, la data di prestazione e ora sappiamo quale aliquota IVA applicare nella fattura finale per l’intero ordine.
Di conseguenza, nella fattura finale dobbiamo indicare l’importo totale dell’IVA dovuta. D’altra parte, calcoliamo quali importi relativi all’imposta sul valore aggiunto siano già stati indicati nelle fatture parziali. In questo modo garantiamo una presentazione chiara della fattura finale come documento a sé stante, nonché una panoramica completa di tutte le fatture parziali. A tal proposito, non ha importanza se le fatture parziali siano state emesse con l’aliquota del 16% o del 19%, poiché dobbiamo comunque indicare e compensare gli importi.
Poiché il caso apparentemente più complesso è quello in cui le fatture parziali e la fattura finale riportano aliquote fiscali diverse, illustriamo la situazione con un breve esempio.
Esempio:
- Volume netto complessivo dell’incarico: 10.000 €
- Data di prestazione: gennaio 2021
- IVA dovuta al 19%, pari a 1.900 € di imposta
- Totale lordo: 11.900 €
Acconti
- 1.000 € netti ciascuno
- Emanate in ottobre e novembre 2020
- IVA dovuta al 16%, pari a 160 € di imposta
- Totale per ciascuna: 1.160 € lordi
- Totali: 2.000 € netti, 2.320 € lordi, di cui 320 € di imposta
Fattura finale
- Importo netto della fattura ancora da saldare: 10.000 € - 2.000 € = 8.000 €
- Importo dell’imposta ancora da pagare: 1.900 € - 320 € = 1.580 €
- Importo lordo della fattura ancora da saldare: 11.900 € - 2.320 € = 9.580 €
- oppure: 8.000 € netti + 1.580 € di IVA = 9.580 €
Il conto finale quadra di conseguenza. A questo punto occorre sommare i pagamenti già effettuati dal cliente per determinare l’importo finale da versare.

Occorre quindi redigere una fattura finale chiara e precisa. Ne vediamo un esempio utilizzando come modello una fattura finale generata automaticamente da Plancraft:

Il relativo riepilogo dei pagamenti, ipotizzando che il cliente abbia pagato entrambe le fatture:

Prestazioni parziali e fatture parziali
Differenza rispetto alle fatture di acconto
Le fatture di acconto, per definizione, vengono emesse prima della completa esecuzione di una prestazione.
Se invece vengono fornite prestazioni parziali chiaramente definite, occorre emettere le relative fatture parziali. Le fatture parziali sono quindi fatture autonome e «normali».
IVA indicata nella fattura parziale
Di conseguenza, l’aliquota IVA indicata al momento dell’erogazione della prestazione parziale è corretta nella fattura parziale e non viene modificata dalla fattura finale (parziale).
Anche in questo caso, in caso di dubbi, è opportuno chiedere consiglio al proprio commercialista o all’ufficio delle imposte.

Suggerimento per l’emissione delle fatture con assistenza
Con Plancraft è possibile emettere automaticamente, con pochi clic, fatture finali conformi alle norme VOB. Il riepilogo delle fatture viene generato automaticamente insieme a una panoramica dei pagamenti, in cui sono riportate tutte le fatture, le aliquote e gli importi dell’IVA, nonché i pagamenti. In questo modo si garantiscono sempre documenti di fatturazione corretti. Prova Plancraft gratuitamente (qui) oppure richiedi una dimostrazione gratuita dell’app (qui).

Questo articolo del blog ha lo scopo di facilitare la comprensione della situazione fiscale e non costituisce una consulenza legale. In caso di dubbi, si raccomanda di rivolgersi al proprio commercialista o all’ufficio delle imposte. Su questo blog desideriamo trattare argomenti che vi interessano e che vi siano davvero d’aiuto. Scriveteci quali sono le vostre preoccupazioni: feedback@plancraft.com
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